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Band:

Spellcraft

CD :

TEARS LIKE RAIN
2002

Track list:

TEARS LIKE RAIN
SEASON FIVE
THIS FEELING
EQUILIBRIUM
STOLEN TIME




TEARS LIKE RAIN è il titolo della nuova fatica di SPELLCRAFT, quintetto proveniente da L'Aquila. Il gruppo approda a questo eccellente mcd autoprodotto dopo FADED, demo datata 2000 e numerose partecipazioni a diverse compilation. I cinque brani qui proposti, sono orientati fondamentalmente su un dark gothic metal molto ispirato. Il sound espresso deve molto agli Anathema e ai mitici Paradise Lost di Icon. Tutto si svolge all'interno dei canoni del genere. I cinque non propongono nulla di sperimentale o innovativo, ma il lavoro si snocciola su livelli alti in tutti e cinque gli episodi. Melodie tristi e decadenti, e una voce che sa bene quali siano le tonalità da sviluppare, passando dall'ispirato al growl con gran disinvoltura, contrassegnando passo dopo passo le diverse atmosfere in maniera adeguata. Il mcd si apre con TEARS LIKE RAIN che già dalle prime note mette in chiaro le intenzioni della band. Una song molto coinvolgente con buoni cambi di tempo e una linea melodica che lascia subito la sua traccia nella zona del cervello riservata alle "canzoni da suicidio invernali" (prendetela come un complimento!). Segue THIS FEELING, sulla scia dell'opener, che mette in evidenza delle buonissime capacità tecniche e compositive, sviluppandosi sull'utilizzo di cospicui mid-tempo, e su una sezione ritmica adeguatamente martellante e precisa. Con SEASON FIVE, si alzano i toni e i volumi, l'uso della doppia cassa la fa da padrona nella prima parte per poi lasciare spazio ad un "ritornello-non ritornello" davvero stupendo, evolvendosi senza mai ripetersi e arrivando a strizzare l'occhio ad un certo death metal, per poi avviarsi ad una "quieta" conclusione. EQUILIBRIUIM è una assoluta e canonica gothic song, caratterizzata dall'uso discreto di una voce filtrata in secondo piano, che scorre via tranquilla senza eccessive sorprese, pur restando su livelli invidiabili. La conclusiva STOLEN TIME si apre con un riff potente e incisivo, e macina distruzione con una sezione ritmica in primo piano che, riuscendoci benissimo, vuole spaccare. Ancora una volta cambi di tempo a iosa, struttura imprevedibile, chitarre assolutamente perfette e la voce che fino alla fine dimostra di sapere il fatto suo. In definitiva un'ottima prova secondata anche da un lavoro di registrazione in studio ben fatto, che in questo caso paga, restituendo all'ascoltatore le emozioni che merita. Aspettiamo il seguito!

SepsO



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