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Da Supereroi Contro la Municipale a Zeta Reticoli. Cambia la musica ma non i protagonisti e sempre intatta resta la voglia di suonare per il gusto di suonare. Per gli ottusi che pensano che cambiare sia sinonimo di tradire… Ecco a voi i MEGANOIDI, in loro rapresentanzascambiamo quattro chiacchiere con il trombettista Luca:


SepsO:

Ciao Luca, e grazie per la tua disponibilità. Per prima cosa volevo chiederti com'è andata la storia dei Meganoidi. Dagli esordi nei centri sociali di Genova al Japan tour del 2004 ne è passata di acqua sotto i ponti…


Luca:

Noi ci siamo formati tra il 97 ed il 98 e fin dall'inizio ci siamo sempre impegnati per fare quello che ci piaceva nel migliore dei modi. Abbiamo iniziato praticamente da zero, facendo da spalla a tutti i gruppi possibili e registrando inizialmente un primo EP autoprodotto da poter dare ai nostri concerti. Abbiamo successivamente registrato "Into the darkness into the moda" ed abbiamo provato sempre da autoprodotti a fare un video con l'aiuto del regista genovese Lorenzo Vignolo. Dopodiché la vera fortuna è stata quella di essere sostenuti da tutte quelle persone che ci seguivano già, e che ci hanno richiesto alle Tv ed alle Radio subito dopo l'uscita del video.


SepsO:

Siete una delle poche band che è riuscita ad emergere, senza 'vendersi'. A tal proposito…quanto ha venduto 'Into the darkness into the moda?'


Luca:

Beh, 'Into the darkness into the moda" ha venduto 50.000 copie e per una realtà totalmente indipendente come la nostra è praticamente un miracolo. Poi sai… si usa molto il termine "vendersi", ora ti dico io cosa intendo per "vendersi". Uno si "vende" quando abbagliato dai riflettori non fa più quello a cui tiene ma è disposto a tutto pur di essere sempre li, andando pure contro ai propri ideali. Chi recita un ruolo per ottenere qualcosa lo reputo un "venduto", noi non abbiamo mai recitato un ruolo ed abbiamo sempre avuto voglia di portare avanti la nostra realtà e credo che questo sia indispensabile in generale, non solo nel lavoro.


SepsO:

Non saranno certo mancati corteggiamenti di qualche grossa label… Essere indipendenti è una sorta di pregiudiziale a cui i Mega pare non possano rinunciare. È difficile conciliare 'indipendenza' e Mtv?


Luca:

I corteggiamenti non sono mancati, ma l'autoproduzione è qualcosa in cui crediamo fermamente, per il prezzo politico imposto, per la libertà artistica e la nostra coerenza. Non bisogna per forza far conciliare l'indipendenza ed i network. Noi abbiamo fatto come primo singolo For Those Who Lie Awake e non ce lo ha cagato praticamente nessuno, poi è uscito Zeta Reticoli ed ha avuto un discreto successo, ma rileggendo le recensioni che parlavano del nostro disco, era uno dei pezzi considerati "l'anti-singolo", noi abbiamo fatto il video ed è andata bene, quindi in pratica, quello che voglio dire è che non bisogna scrivere pensando alla visibilità che vuoi avere, devi scrivere perché hai qualcosa da dire.


SepsO:

Passiamo ad 'Outside the loop, Stupendo sensation'. A dieci mesi dall'uscita quali sono le tue impressioni riguardo al disco? Ce la fai a rispondermi o il disco è ancora troppo caldo?


Luca:
Le mie considerazioni te lo posso tranquillamente esporre. Credo che sia un album più maturo, ma soprattutto è un album che ci ha fatto capire che l'espressione e la spontaneità deve essere al primo posto. Insomma, è sicuramente un lavoro che non ha la pretesa di "intrattenere", ma di comunicare. E' un album di transizione, visto quello che sta uscendo fuori in questo periodo… Il prossimo album sarà un ulteriore passo in avanti.


SepsO:

Rispetto al disco passato ci sono un po' di cambiamenti evidenti. Io preferisco questi Meganoidi a quelli allegri e spensierati di 'Into the darkness….' Vi trovo decisamente più personali e apprezzo molto il coraggio che avete avuto sottraendovi all'etichetta ska-core, che ha di suo un certo seguito. Di sicuro non è una scelta 'commercialmente conveniente'. Che ne dici?


Luca:

Beh, probabilmente tanti altri avrebbero cercato di clonare l'album precedente per assicurarsi un seguito. Credo che il tuo vero seguito c'è quando instauri un rapporto di sincerità con le persone a cui vuoi proporre il tuo modo di fare musica, che siano 10 o 50mila. Se incominci a ragionare parlando di pubblico al quale vuoi rifilare il tuo disco, allora ragioni come le major, ed allora tanto vale che te ne vai con loro.


SepsO:

Al primo ascolto mi è balzato all'orecchio la cura maniacale dei suoni, poi ho appreso la storia che l'album è stato mixato a Toronto da Vic Florencia e masterizzato a New York da Joe Lambert, com'è nata quest'altra storia?


Luca:

Noi abbiamo registrato interamente il disco a Genova nel nostro studio ZeroDieci, poi ascoltando un po' di dischi abbiamo sentito un lavoro fatto da Vic (era un album dei Danko Jones) ed abbiamo provato a contattarlo. Gli abbiamo fatto sentire un po' di provini e poi ci siamo messi d'accordo per il mixaggio dell'album. Per la masterizzazione a New York abbiamo ascoltato semplicemente il consiglio di Vic, poi quando abbiamo visto che costava praticamente uguale a quello che avremmo pagato in italia, abbiamo dato la precedenza alla qualità che ci offriva il Joe Lambert.


SepsO:

Mi è piaciuto molto l'approccio 'letterario' riservato ai testi… Ci sono dei significati particolari dietro le parole di Davide? .


Luca:

Dietro qualunque parola c'è un significato particolare, dipende sempre da come la dici e nel contesto in cui lo fai. Mattia (il chitarrista) che è anche autore dei testi, scrive i testi con una "intelligenza istintiva" cercando di creare sapori e descrivendo un nostro immaginario, non dimenticandosi mai di quello che succede intorno.


SepsO:

I fiati non sembrano proprio essere un semplice riempitivo, come si approcciano i Mega alla stesura dei pezzi?


Luca:

Il nucleo compositivo dei Meganoidi è composto da me, mattia ed anche jacco. Tiriamo giù tutte le idee possibili e poi le scremiamo. Durante la composizione di "Outside the loop, stupendo sensation" abbiamo semplicemente dato spazio all'istintività cercando di filtrarla con gli arrangiamenti. Credo che il prossimo album sarà un'ulteriore evoluzione che andrà verso una valorizzazione maggiore delle atmosfere e delle dinamiche emotive.


SepsO:

Mi piace molto il tuo stile non-invadente: frutto di scelta o frutto di necessità?


Luca:

Sai, io scrivo tutte le parti dei fiati partendo dal carattere del pezzo, non mi interessa scrivere delle note sparse che non hanno niente da dire, se non quello di giustificarne la presenza dal punto di vista teorico. I fiati non devono essere presenti in maniera scolastica perché l'orecchio medio è abituato a sentirli così, bisogna entrarci dentro un pezzo ed interagire con esso, le "notine" sparse qua e là per riempire le trovo insopportabili, sicuramente efficaci in altri contesti, ma sarebbero risultate ridicole nel nostro disco.


SepsO:

Presentaci il progetto Green Fog Records…


Luca:

La GreenFogRecords è semplicemente l'etichetta che abbiamo creato per dare un volto alla nostra autoproduzione. Nel futuro abbiamo intenzione di produrre nuovi gruppi e speriamo di ultimare al più presto il "collaudo" di questa etichetta per poter iniziare a proporre anche altre realtà…


SepsO:

In bocca al lupo allora….


APRILE 2004





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