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 the Sniper


Band:

AA/VV

CD :

AKOMPILATION 001 - AK001PR 2004

Track list:

1 - Un-Kind "Veil"
2 - Nowhere (Ro) "Saint Whore"
3 - Mainline "One By One"
4 - Sir Psycho "Take A Stand"
5 - Redefine! "Buone Mani"
6 - Eikasia "Hello"
7 - Fe.Dup "Last Day Of My Life"
8 - Media Solution "Pejote"
9 - Timothy "Louder Than Ever"
10 - Muculords "Brutolords/Cepli"
11 - Entity "Unfulfilled Promises"
12 - Last Rites "Mind's Prison"
13 - Nowhere (Mi) "Alone"
14 - Juglans Regia "Freddo"
15 - Sin Driven Tide "Back To Daylight"
16 - Germinale "Disordine"
17 - Crunch Mob "Son Of Sam"
18 - Griv "Vuoto Momento"
19 - Action Men "If You Are Happy"
20 - Panic Roots "Panic"






Dalla neonata Akom productions ecco la Akom-pilation, compilation con 19 band del panorama underground italiano più una made in U.s.a. Innanzitutto sono doverosi i complimenti per la cura del packaging, ben curato e con tutte le informazioni necessarie per contattare ogni singola band. Non ci si è limitati insomma a mandare in stampa un cd con 20 pezzi, motivo per il quale mi dilungherò volentieri col proposito di entra nei guinness dei primati degli smandrappati con la recensione più lunga della storia.

Aprono la compilazione Un-Kind, con Veil che avevo già avuto occasione di ascoltare nel loro album Hurts to the core (uscito per la Vacation House). Metal core puro, di ottima fattura con riff potenti e cantato "speak and cry", manca forse alla traccia un pizzico di pazzia in più. Mi fanno pensare ad un serial killer feroce e sadico, ma dimentico di lasciar tracce inquietanti in giro.

La seconda traccia è affidata ai Nowhere (ro) che con Saint whore premono un po' di più il piede sull'acceleratore. Parecchio incazzati, chiudo gli occhi ed immagino un enorme mosh pit sotto al palco. Bel brano sostenuto da un corposo groove, anche se qua e la tocca pagare il tributo ai Korn.

One by one dei Mainline non si discosta molto dal discorso dei gruppi precedenti. Anche in questo caso torna il teorema buona esecuzione, riff-urla-melodia, anche se il finale ricorda più gli Slayer che i Korn.

Si cambia musica con i casertani Sir Psycho, che si presentano alla Akompilation con Take a stand. Un misto di cross-over, sonorità alternative, tristezza e melodia. Non posso nascondere il mio amore per questa band, per le loro canzoni e per il loro mood, che spesso vale, non perché a loro manchi, più di tutta la tecnica del mondo. Sad rock? Forse. Eccezionali.

Mi lascia un po' perplesso la quinta traccia affidata ai Redifine!, primo brano cantato in italiano per questa compilation. Che sia proprio l'italiano il loro limite? C'è poco da fare ragazzi, un certo tipo di sonorità vuole l'inglese, tranne alcune rare eccezioni nelle quali non mi sento di includervi.

Eikasia con Hello ci regalano un brano coinvolgente in bilico tra atmosfere goth e riff macinasassi, cantato da un bella voce femminile, e supportato da un basso che pompa in maniera anomala per il genere.

Discreto anche se forse penalizzati da una produzione non proprio centrata. Dei Fe…dup non mi convince la ricerca forzata della caoticità. Partono maluccio con un strofa scontata e cantata male e riescono anche a peggiorare in un batter d'occhio. Ma. Ma poi viene fuori un bellissimo ritornello a due voci, che sprecano con una doppia cassa che non c'entra nulla manco a pagarla. Quattro meno meno.

Non so bene cosa dire dei Media Solution, nel loro brano non c'è nulla di sbagliato, buoni arrangiamenti, un buon bilanciamento degli umori e, tranne qualche piccola ingenuità, un buon approccio alla composizione, eppure c'è qualcosa che non mi convince al cento per cento. Magari meriterebbero ripetuti ascolti per assimilare bene il tutto, ma questa è un compilation con 20 band, e allora sotto a chi tocca.

Timothy è un'esplosione di violenza. Schietti come una bugia e fedeli come una puttana, si giocano il tutto in meno di due minuti di assalto. Obiettivo centrato in pieno.

Sorprendente anche la prestazione dei Muculords che con Brutulords e Cepli abbattono le pareti del suono con un brutal gore suonato alla grande. Roba da fare venire i capelli bianchi a 15 anni. Bene bravi bis!

Unfullfilled promises è un buon brano di death metal che si snoda tra il groove carrarmato del death classico e quello più melodico degli At The Gates. Nonostante gli inevitabili richiami alle band di culto del genere, gli Entity mostrano buone capacità ed il risultato è più che soddisfacente, con settecento cambi di tempo non c'è tempo per annoiarsi.

I Last Rites lasciano intuire già dal nome il loro smisurato amore per il trash metal di una volta, assolutamente incontaminato, tutto mid tempos, accelerazioni, doppie casse e cambi di tempo improvvisi. Il pezzo è arrangiato bene ed veramente completo, i ragazzi hanno imparato la lezione davvero bene. Per veri trashers.

Seguono i Nowhere di Milano, e per un attimo ho creduto che James Hetfield si fosse trasferito in Italia, ma poi mi sono ricreduto. Il pezzo non è male, belli anche i richiami ai Paradise Lost più ispirati, ma la registrazione penalizza davvero tanto in questo caso, compromettendo il risultato complessivo che sarebbe potuto essere di gran lunga superiore.

Con i Juglans Regia faccio davvero fatica ad arrivare alla fine del pezzo. Sarà che il prog metal non mi è mai andato giù bene, ma davvero non riuscirei a spendere buone parole per voi, dunque passo semplicemente alla traccia successiva, e vi rimando a Settembre.

I Sin Driven Tide si descrivono come una "fast emo metal band" e sinceramente mi riesce molto più semplice riconoscere gli stilemi classici del metal che quelli emo, aldilà di tutto la voce sovrasta malamente tutti gli strumenti, e l'impressione del già sentito aleggia su tutta la canzone. Non me ne vogliate. O si.

Tra vecchio e nuovo e con una gran carica i Germinale presentano Disordine, cantato in italiano e anche bene, puntano tutto sulla potenza e alla fine il pezzo funziona così com'è. Semplice e diretto.

Niente di che gli statunitensi Crunch Mob, per tutti e due minuti e sedici con Son of Sam pare sventolino il fantasma dei Warrior Soul (guai a chi me li tocca) senza però riuscire ad eguagliarne lo stile.

Per i Griv stesso discorso di prima, il pezzo non è malaccio, c'è anche un buon lavoro alle chitarre e alle ritmiche, ma cazzarola l'italiano non fa per queste sonorità. Proprio non c'azzecca.

La penultima traccia è affidata agli Action Men, un nome un programma. Hard core melodico e giovanile, buono per andare in skate nel cortile, non per strada. Innocui.

Chiudono il tutto i Panic Roots con una frecciata da un minuto che ho apprezzato molto. Hard core punk senza tanti fronzoli, stupenda colonna sonora per atti di vandalismo, sventramento di banche e delitti con l'aggravante del futile motivo. 100% ragazzi di strada.

Prendete la Akom-pilation per quello che è. Una bella panoramica dall'alto che ti lascia vedere tante cose: case di quartiere, palazzi anonimi, ville bellissime, giardini incolti…



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